paolo cognettiEra da un po’ di tempo che un’amica mi aveva suggerito di leggere Le otto montagne di Paolo Cognetti (Einaudi, 2016), così quando l’ho visto sullo scaffale all’ingresso della biblioteca l’ho afferrato e me lo sono portato via. ‘È un libro che parla di due amici e una montagna’ dice l’autore. Vero. Di due amici, diverse montagne e di un padre, aggiungo io. Di due amici e della loro crescita. Di un padre da emulare, poi da ‘uccidere’. Perso e recuperato attraverso le mappe dei sentieri montani che ha solcato per anni e che il figlio ritrova dopo la sua scomparsa. Di una madre e della sua vita accanto ad un uomo che forse le è servito per fuggire dalla sua stessa famiglia nel tentativo di assolverlo...VAI ALL'ARTICOLO

Negli ultimi cinquecento milioni di anni sono avvenute sulla Terra almeno cinque grandi estinzioni di massa. In questo momento ci troviamo nella fase iniziale della sesta. Sì, proprio così, avete capito bene: fino a qualche documentario di Piero Angela fa potevamo ancora farcela. Ora no. Allacciate le cinture di sicurezza e preparatevi allo schianto. Le varie specie che popolano questo bizzarro pallino in mezzo al cosmo si stanno estinguendo così velocemente che per molte di queste non ci sarà il tempo per catalogarle. Le cause sono sicuramente quattro: la perdita dell’habitat, l’introduzione di specie estranee, il riscaldamento globale e l’acidificazione del mare. ...VAI ALL'ARTICOLO

2466179

‘…l’ispirazione non è un privilegio esclusivo dei poeti o degli artisti in genere. C’è, c’è stato e sempre ci sarà un gruppo di individui visitati dall’ispirazione. Sono tutti quelli che coscientemente si scelgono un lavoro e lo svolgono con passione e fantasia. Ci sono medici siffatti, ci sono pedagoghi siffatti, ci sono giardinieri siffatti e ancora un centinaio di altre professioni. Il loro lavoro può costituire un’incessante avventura, se solo sanno scorgere in esso sfide sempre nuove. Malgrado le difficoltà e le sconfitte, la loro curiosità non viene meno. Da ogni nuovo problema risolto scaturisce per loro un profluvio di nuovi interrogativi. L’ispirazione, qualunque cosa sia, nasce da un incessante “non so”.’ (Lettura al Premio Nobel, traduzione Giovanni Nuscis) ...VAI ALL'ARTICOLO

Wislawa Szymborska e1481104092716

il re dell uvettaDarwin non era molto sexy. Pieno di ansie, di timori. Soffriva di mal di mare, di mal di stomaco, di calvizie… una vera tragedia. Nonostante questa sua immagine poco attraente, molti anni fa decisi di studiare scienze biologiche, anche se ad attrarmi più che la biologia dell’evoluzione e la zoologia sistematica furono la genetica e le neuroscienze, materie più inesplorate e anarchiche. Sjöberg e io abbiamo compiuto gli stessi studi e siamo entrambi usciti da quel mondo pur rimanendone attratti e credevo che questo ci rendesse un po’ simili. In realtà, siamo due persone completamente diverse: lui è stato spinto verso le scienze dall’impulso innato di dover elencare, catalogare, o meglio, classificare. Io, al contrario, detesto organizzare le cose o gli animali in classi, gruppi, odio la nomenclatura, i lavori ripetitivi e mnemonici mi annoiano a morte.

...VAI ALL'ARTICOLO

cover 9788866329817 2350 600Fidanzati per l’inverno è il primo di tre volumi della saga fantasy dell’Attraversaspecchi a cui fanno seguito Scomparsi di Chiardiluna e La memoria di Babele scritti dalla giovane Christelle Dabos e pubblicati in Italia dalla casa editrice E/O. Ho preso questo libro tra le mani piena di curiosità. Il quotidiano Le Monde, lo presentava come un libro ‘pensato per giovani che ha sedotto anche gli adulti’. Noi amanti del genere fantastico siamo sempre in attesa di innamorarci di una nuova saga ricca di colpi di scena e di magia.

La vera novità di questo libro è il mondo in cui vive la giovane e timida Ofelia, protagonista della storia, suddiviso in arche simili per struttura a gironi danteschi. I diversi gruppi appartenenti a ogni arca possiedono peculiari capacità. Ofelia, per esempio, può attraversare specchi e leggere la storia di un oggetto e di chi lo ha posseduto, semplicemente toccandolo.

... VAI ALL'ARTICOLO

paolo nori fasolo

La Grande Russia Portatile non è una guida Lonely Planet e questa non è una recensione. Era per mettere subito in chiaro le cose. Scriverò invece alcuni appunti in libertà. Sergej Dovlatov, che era uno che i libri li scriveva, diceva che «il ruolo e la sfera d’azione dello scrittore, in Russia, sono sempre stati molto rispettati», perciò dire di sé «Io sono uno scrittore» è sempre stato considerato, in Russia, una cosa indecente, come dire di sé «Io sono bellissimo».

Bene. Quando ho letto questa cosa, ho pensato a quante volte mi hanno detto che dovrei dire che sono una “scrittrice” e non ci riesco, proprio non mi viene, e non credo che sia perché qui in Italia il ruolo e la sfera d’azione dello scrittore siano così rispettati, ora so che non riesco a dirlo perché in Russia, il ruolo e la sfera d’azione dello scrittore, sono sempre stati molto rispettati.
VAI ALL'ARTICOLO...

www.mondadoristore.it“Ora, già non si riconoscono più queste contrade. S’è cominciato quando vennero i Francesi, a tagliar boschi come fossero prati che si falciano tutti gli anni e poi ricrescono. Non sono ricresciuti. Pareva una cosa della guerra, di Napoleone, di quei tempi: invece non si smise più. I dossi sono nudi che a guardarli, noi che li conoscevamo da prima, fa impressione.” (Il Barone Rampante, Italo Calvino)

Peter Wohlleben è un biologo tedesco che per oltre venti anni ha intrapreso la carriera della guardia forestale e che ora gestisce un bosco ai confini tra la Germania e il Belgio. I suoi libri sono tradotti in tutte le lingue e svettano nelle classifiche di vendita.
“La saggezza del bosco”, pubblicato nel 2013, è arrivato in Italia solo ora, tradotto e distribuito da Garzanti.
Mi aspettavo un libro farcito di romanticismo e di effetti speciali, non so dirvi il perché. Pagina dopo pagina, ho iniziato a entusiasmarmi e a soffrire, a desiderare che l’essere umano non fosse mai nato e nello stesso tempo a sentire forte l’esigenza di abbandonare ogni cosa per seguire il pragmatico Peter tra gli ultimi brandelli di foresta vergine presente sul nostro continente.

peterwohlleben

Ho già recensito diversi libri di Peter Wohlleben, che in Italia sono pubblicati da differenti case editrici, in questo caso specifico dal gruppo macro (www.gruppomacro.com). I suoi libri per me sono diventati imprescindibili. Wohlleben sfata luoghi comuni su animali e piante, riesce con semplicità a descrivere meccanismi comportamentali insiti nelle specie selvatiche alla luce delle più aggiornate scoperte scientifiche. Trovo che abbia la rara capacità di saper comunicare ad un vasto pubblico i dati scientifici, facendo conoscere inoltre il suo lavoro di forestale da vicino, un lavoro fatto di osservazione quotidiana e di scoperta, anche attraverso la banale esperienza del vivere assieme ad animali domestici come capre, maiali, cavalli, cani, gatti, galline.

Ci sono tanti motivi per cui dovreste leggere questo libro. Uno riguarda, per esempio, gli errori che troppo spesso commettiamo pieni di buone intenzioni, ma che possono causare la morte di esemplari selvatici.

Presi da istinto materno, cerchiamo di raccogliere i cerbiatti dai boschi quando sono cuccioli e abbiamo l’impressione che siano stati abbandonati. Così facendo li condanniamo a morte certa. Conoscere meglio la loro etologia li salverebbe anche dalle tragiche morti per opera delle falciatrici meccaniche. I cuccioli rimangono per ore accovacciati sui prati, in attesa che le madri ritornino. Nel frattempo le falciatrici li maciullano o gli amputano gli arti. Basterebbe usare un cane per una rapida ricognizione: in questo modo, gli animali correrebbero via con le madri.

VAI ALL'ARTICOLO

predrag breviario mediterraneoErano diversi anni che desideravo leggere Breviario mediterraneo di Predrag Matvejević (Garzanti, 2006) e finalmente la biblioteca di Corticella di Bologna mi ha regalato questa opportunità. Ci sono stati momenti in cui pensando all’Europa mi sono domandata se io mi sentissi davvero cittadina europea. Cosa significava per me essere europea? Parlare una lingua comune? Avere una moneta comune? Condividere una stessa fede religiosa? Possedere una formazione culturale comune? Ero davvero più simile a un polacco, a un danese, a un estone che a un cinese? Seduta accanto a loro, li avrei percepiti assonanti? Calpestando la loro terra, mi sarei sentita come a casa?

VAI ALL'ARTICOLO...

 

shakespeare and company bookstore paris 13 august 2013

Mentre in bus supero le due torri, termino Shakespeare and Company di Sylvia Beach (Neri Pozza, tradotto da Elena Spagnol Vaccari, 282 pagine, 14,50 euro). Le ultime scene narrate dall’autrice non le dimenticherò mai. Racconto ad amici che lavorano in centro che sono commossa perché ho appena finito un bel libro e mi domandano il titolo. Ne avevano già sentito parlare, era già stato consigliato. Il passaparola è un metodo tra i più efficaci per promuovere i libri.
Mi chiedo se tra le “bambine ribelli” ci sia anche lei. Perché la vita di Sylvia Beach non è stata solo incredibilmente ricca di incontri straordinari, ma anche di disavventure e di grandi sofferenze affrontate con un coraggio di cui pochi esseri umani sono dotati. 

VAI ALL'ARTICOLO


Made by Patrizia Muzzi. All rights Reserved.