shakespeare and company bookstore paris 13 august 2013

Mentre in bus supero le due torri, termino Shakespeare and Company di Sylvia Beach (Neri Pozza, tradotto da Elena Spagnol Vaccari, 282 pagine, 14,50 euro). Le ultime scene narrate dall’autrice non le dimenticherò mai. Racconto ad amici che lavorano in centro che sono commossa perché ho appena finito un bel libro e mi domandano il titolo. Ne avevano già sentito parlare, era già stato consigliato. Il passaparola è un metodo tra i più efficaci per promuovere i libri.
Mi chiedo se tra le “bambine ribelli” ci sia anche lei. Perché la vita di Sylvia Beach non è stata solo incredibilmente ricca di incontri straordinari, ma anche di disavventure e di grandi sofferenze affrontate con un coraggio di cui pochi esseri umani sono dotati. 

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  • Patrizia Muzzi

Originale ed imperdibile

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 di Marzia Ferrando

Karly Penrose non é il genere di amica con la quale puoi uscire a berti una cioccolata calda in inverno o a mangiare un gelato in estate chiacchierando tranquillamente.

 Più facile che accada il contrario, e saresti ancora fortunato! I
nfatti, “Archiviato” il caso Staedtler la chiamata per gli ancora ignari compagni di viaggio Lars e Wanda arriva praticamente dall'aldilà a seguito della dipartita della misteriosa nonna Alchemilla ed una originale e scomoda eredità.

 Comincia così una nuova e incredibile avventura, la vecchietta non si dedicava sicuramente all'uncinetto, ma allo studio ed alla protezione dei petroglifi citati nel titolo.

C’è una missione da compiere, un dòmino da giocare, un puzzle da comporre. Ogni tessera un luogo da salvare, un popolo da conoscere.

 Soprattutto i nostri eroi non Marvel sono chiamati a preservare un Mondo ed una Natura messi in pericolo dalla feroce avidità umana.

 Non mancano i momenti umoristici che abbiamo già apprezzato nella prima avventura, la caratterizzazione precisa dei personaggi che ormai ci sembra di conoscere così bene e che potremmo anche incontrare domattina a prendere il caffè.

 Una avventura che spazia dal fantasy a Salgari, con pappagalli parlanti e strateghi, cattivi alla Disney e pirati che non si arrendono.

 Ma soprattutto con un messaggio/monito a tutta l’umanità ed ai pericoli che sta correndo per sua stessa mano.

 Direi che con questo romanzo la Muzzi sia riuscita a creare una trama che possa avvincere qualunque genere di pubblico e qualunque catalogazione. C’è davvero Tutto!

 Quindi, non resta che aprire le pagine e partire, schivando frecce e pallettoni.



 

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  • Patrizia Muzzi

su "Karly Penrose e il mistero dei petroglifi"

 autoritrattoasilo
Arrivano le prime recensioni da parte di voi lettori. Grazie mille per l'affetto con cui mi state seguendo. Mi date coraggio e voglia di continuare questo cammino così difficile e straordinario. Sapere che i mie personaggi vi accompagnano anche a fine lettura mi gratifica immensamente.
(nella foto : autoritratto, asilo)
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Dopo “Dov’è finito Douglas Staedtler?” con “Karly Penrose e il mistero dei petroglifi” la scrittrice centra pienamente anche il secondo obbiettivo con una storia e situazioni ancora più esilaranti, ma allo stesso tempo anche con momenti di riflessione sui rapporti interpersonali e sulla tematica ambientalistica mai come oggi così importante, ma messa troppo spesso in secondo piano. I personaggi, tra il farsesco ed il virtuoso, tengono compagnia anche a fine racconto.
C. Menozzi


Il primo di Patrizia Muzzi, l’avevo scoperto per caso, il secondo l’ho aspettato con impazienza, e l’attesa non è andata delusa. Con un modo di scrivere tra Salgari e Douglas Adams, la Muzzi ci porta in giro per un mondo fatto di sabbia e di ghiaccio, ma soprattutto ci trasporta nei sentimenti belli e intensi, della famiglia e degli amici. Una vera boccata d’aria pura. Un solo appunto, che poi non è una critica, secondo me l’autrice deve ancora scoprire la sua vera natura, il suo vero modo di raccontarci le storie che ha nel cuore, ma questo rende ancora più intrigante l’attesa del suo prossimo lavoro.
F. Ossola

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