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su "Karly Penrose e il mistero dei petroglifi"

 autoritrattoasilo
Arrivano le prime recensioni da parte di voi lettori. Grazie mille per l'affetto con cui mi state seguendo. Mi date coraggio e voglia di continuare questo cammino così difficile e straordinario. Sapere che i mie personaggi vi accompagnano anche a fine lettura mi gratifica immensamente.
(nella foto : autoritratto, asilo)
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Dopo “Dov’è finito Douglas Staedtler?” con “Karly Penrose e il mistero dei petroglifi” la scrittrice centra pienamente anche il secondo obbiettivo con una storia e situazioni ancora più esilaranti, ma allo stesso tempo anche con momenti di riflessione sui rapporti interpersonali e sulla tematica ambientalistica mai come oggi così importante, ma messa troppo spesso in secondo piano. I personaggi, tra il farsesco ed il virtuoso, tengono compagnia anche a fine racconto.
C. Menozzi


Il primo di Patrizia Muzzi, l’avevo scoperto per caso, il secondo l’ho aspettato con impazienza, e l’attesa non è andata delusa. Con un modo di scrivere tra Salgari e Douglas Adams, la Muzzi ci porta in giro per un mondo fatto di sabbia e di ghiaccio, ma soprattutto ci trasporta nei sentimenti belli e intensi, della famiglia e degli amici. Una vera boccata d’aria pura. Un solo appunto, che poi non è una critica, secondo me l’autrice deve ancora scoprire la sua vera natura, il suo vero modo di raccontarci le storie che ha nel cuore, ma questo rende ancora più intrigante l’attesa del suo prossimo lavoro.
F. Ossola

Tags: patty recensioni karly penrose


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