Una bellissima sorpresa. Paolo Nori ha letto il mio racconto intitolato "Arnoldo Foà" al Festival della Letteratura di Mantova 2018. Io ero ignara, seduta in mezzo alla gente. Mi ha fatto un certo effetto. Ho anche capito cosa provano le rockstar. Forse ho cambiato idea: non voglio più fare la scrittrice, voglio fare la rockstar.

nori

 autoritrattoasilo
Arrivano le prime recensioni da parte di voi lettori. Grazie mille per l'affetto con cui mi state seguendo. Mi date coraggio e voglia di continuare questo cammino così difficile e straordinario. Sapere che i mie personaggi vi accompagnano anche a fine lettura mi gratifica immensamente.
(nella foto : autoritratto, asilo)
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Dopo “Dov’è finito Douglas Staedtler?” con “Karly Penrose e il mistero dei petroglifi” la scrittrice centra pienamente anche il secondo obbiettivo con una storia e situazioni ancora più esilaranti, ma allo stesso tempo anche con momenti di riflessione sui rapporti interpersonali e sulla tematica ambientalistica mai come oggi così importante, ma messa troppo spesso in secondo piano. I personaggi, tra il farsesco ed il virtuoso, tengono compagnia anche a fine racconto.
C. Menozzi


Il primo di Patrizia Muzzi, l’avevo scoperto per caso, il secondo l’ho aspettato con impazienza, e l’attesa non è andata delusa. Con un modo di scrivere tra Salgari e Douglas Adams, la Muzzi ci porta in giro per un mondo fatto di sabbia e di ghiaccio, ma soprattutto ci trasporta nei sentimenti belli e intensi, della famiglia e degli amici. Una vera boccata d’aria pura. Un solo appunto, che poi non è una critica, secondo me l’autrice deve ancora scoprire la sua vera natura, il suo vero modo di raccontarci le storie che ha nel cuore, ma questo rende ancora più intrigante l’attesa del suo prossimo lavoro.
F. Ossola

shakespeare and company bookstore paris 13 august 2013

Mentre in bus supero le due torri, termino Shakespeare and Company di Sylvia Beach (Neri Pozza, tradotto da Elena Spagnol Vaccari, 282 pagine, 14,50 euro). Le ultime scene narrate dall’autrice non le dimenticherò mai. Racconto ad amici che lavorano in centro che sono commossa perché ho appena finito un bel libro e mi domandano il titolo. Ne avevano già sentito parlare, era già stato consigliato. Il passaparola è un metodo tra i più efficaci per promuovere i libri.
Mi chiedo se tra le “bambine ribelli” ci sia anche lei. Perché la vita di Sylvia Beach non è stata solo incredibilmente ricca di incontri straordinari, ma anche di disavventure e di grandi sofferenze affrontate con un coraggio di cui pochi esseri umani sono dotati. 

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sepulveda libreria coop bologna 2018

Mi sento come in un toast. Arrivo in anticipo alla libreria Ambasciatori di Bologna per la presentazione del nuovo libro di Luis Sepulveda “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa” (Guanda, pagine 128) e attendo diligente in fila il momento di occupare il mio posto. Qualcuno in coda con me ipotizza che ci facciano sedere sul pavimento. Uno dei librai mi lancia uno sguardo interrogativo: “Come ha potuto pensare una cosa del genere?” sembra domandarmi. Più tardi trovo posto tra le prime file, mi giro e vedo la sala e le scale piene di persone in piedi. Due signore di una certa età e ben vestite si siedono nei posti riservati ad altri e vengono giustamente cazziate dagli organizzatori. Bofonchiano qualcosa che non capiamo e rimangono saldamente ancorate alle loro sedie con una sfacciataggine senza pari. Siamo tutti uguali ma c’è sempre qualcuno meno uguale degli altri.

mondadori

Per me è stata una bellissima occasione. Grazie a Linda del Centro Didattico Mondadori.

brugges

In Bruges, il film, ecco cosa ci ha spinti a visitare il Belgio. Colin Farrell non fa altro che ripetere quanto Bruges sia triste e noiosa, mentre le immagini lo contraddicono. E noi cadiamo volentieri nella trappola del regista. Lasciamo l’Italia con un clima da colpo di stato. In aeroporto mi domando spesso perché le donne diano il peggio di sé in fatto di abbigliamento. Tacchi vertiginosi, gonne impossibili, borse scomodissime. L’aereo è già in ritardo di 30 minuti e ringrazio di avere prenotato il bus da Bruxelles per le sette di sera. Immaginavo il clima del Belgio più freddo, invece sembra di stare a casa. Afa inclusa. Attraversando la campagna godo nel vedere mucche, cavalli e pecore a decine, liberi di muoversi come desiderano. E tanti alberi. Alberi che costeggiano la strada. Un muro di verde ai lati dell’autostrada ci accompagna per chilometri.

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