Proprio mentre sta per terminare la Biennale del cinema di Venezia sfreccio al Lido. La giornata non era iniziata benissimo: stavo quasi per perdere il traghetto da Chioggia e solo una rapida sgambata ha evitato ‘la tragedia’. A bordo poi, una ‘simpatica’ tedesca con zoccolo tacco 12 decide di fare un paso doble sui miei sandali proprio mentre sbarchiamo a Murano. Appena scesi, alcuni ‘macho man’ italiani ci incanalano come una mandria di bovini all’interno di una Fornace. ...VAI ALL'ARTICOLO

burano

Battuta da tutti quanti i venti che soffiano, inzuppata dalla pioggia, seppellita nelle gelide nebbie marine che salgono da est e imbiancata dalla neve quando giunge dalle Highlands, spinta dal vento verso sud. Il clima è freddo e tempestoso in inverno, mutevole e inclemente d’estate, e un vero e proprio purgatorio meteorologico in primavera. Il debole di salute muore presto, e io, come un sopravvissuto, tra venti lugubri e pioggia battente, sono stato spesso tentato di invidiargli la sua sorte....VAI ALL'ARTICOLO

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ines faro patagonia 1

Solvitur ambulando, è questo il motto scelto da Bruce Chatwin come stella polare, “la soluzione risiede nel camminare”.
Il percorso tracciato attraverso i corridoi di cellulosa del libro In Patagonia (Adelphi, 2006) ha impresso il nome dell'eccentrico commerciante d'arte, poi giornalista e instancabile viandante, nel brulicante mappamondo della letteratura.
Nel corso del mio viaggio, In Patagonia è stata una bussola, increspata dall'umidità e ingiallita dalle macchie depositate sui tavoli delle cafeteríe su cui si posava. Guidata dall'inchiostro di Chatwin, ho ripercorso soltanto alcuni di quei luoghi che sono stati da lui registrati, con la precisione e l'amore di un naturalista, nel tentativo di raccogliere le tracce della loro bellezza e sovrapporre il mio sguardo al suo.

Ci sono gite, viaggi, vacanze che studi per settimane e poi ci sono avventure che ti capitano per caso e ti lasciano un segno indelebile nel cuore. A Tret, in alta Val di Non, si trova un incantevole albergo gestito da Dorotea, una donna instancabile che giorno per giorno si reinventa un modo per attirare turisti nel suo piccolissimo paese...

dorotea

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brugges

In Bruges, il film, ecco cosa ci ha spinti a visitare il Belgio. Colin Farrell non fa altro che ripetere quanto Bruges sia triste e noiosa, mentre le immagini lo contraddicono. E noi cadiamo volentieri nella trappola del regista. Lasciamo l’Italia con un clima da colpo di stato. In aeroporto mi domando spesso perché le donne diano il peggio di sé in fatto di abbigliamento. Tacchi vertiginosi, gonne impossibili, borse scomodissime. L’aereo è già in ritardo di 30 minuti e ringrazio di avere prenotato il bus da Bruxelles per le sette di sera. Immaginavo il clima del Belgio più freddo, invece sembra di stare a casa. Afa inclusa. Attraversando la campagna godo nel vedere mucche, cavalli e pecore a decine, liberi di muoversi come desiderano. E tanti alberi. Alberi che costeggiano la strada. Un muro di verde ai lati dell’autostrada ci accompagna per chilometri.

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